Conan decifra il codice delle carte, rivelando la richiesta di soccorso e il luogo della prigionia della vittima, attirando lo sguardo indagatore di Kanenori Wakita. L'indagine svela che l'assassina è la donna in sedia a rotelle: ha occultato una balestra sotto la propria coperta per colpire l'uomo, il quale è poi spirato nella mansarda dopo una fuga disperata. Il movente risiede nella vendetta per un precedente omicidio compiuto dalla vittima ai danni della propria moglie. Al termine del caso, Wakita rivolge a Conan una frase sibillina, paragonando il senso di inquietudine per i dettagli mancanti alla sparizione di una pedina dello shōgi. Nel finale, Toru Amuro viene mostrato mentre analizza con sospetto una fotografia di Rumi Wakasa, suggerendo che le indagini segrete sui membri dell'Organizzazione e i loro rivali stiano giungendo a un punto di collisione.