Nonostante la polizia sia orientata a credere che il killer abbia sparato da una postazione remota per poi dileguarsi nel buio, Conan nutre forti dubbi su questa ricostruzione. Analizzando minuziosamente la stanza e i tempi di reazione degli ospiti dopo lo sparo, il piccolo detective si convince che il proiettile non sia arrivato dall'esterno, ma che la scena sia stata manipolata per simulare un agguato dalla distanza. Conan concentra le sue indagini sulla cerchia ristretta degli amici della vittima, certo che l'assassino si nasconda tra loro e abbia sfruttato la propria vicinanza per compiere il delitto e confondere i rilievi balistici.