L'identità dell'assassino appare protetta dall'assenza di sospettati con la corporatura descritta dai testimoni. Conan, tuttavia, decifra l'enigma: l'arma del delitto non era un punteruolo, ma un comune ombrello. Il piccolo detective svela come il colpevole abbia sfruttato la torre dell'orologio del palazzo per azionare un meccanismo a tempo che, allo scoccare delle ore 18:00, ha trascinato via l'arma attraverso la pioggia, facendola sparire nel nulla. L'assassino si rivela essere il progettista dell'edificio, deciso a vendicare la memoria di un caro amico orologiaio, spinto al suicidio anni prima dalle continue umiliazioni inflittegli dalla vittima.