La situazione a Nagasaki si complica drasticamente quando uno degli attori feriti punta il dito contro Ran, accusandola formalmente dell'aggressione. Mentre la ragazza rischia l'incriminazione, Conan analizza minuziosamente le testimonianze e i tempi delle riprese, riuscendo a smontare la falsa accusa e a provare l'innocenza dell'amica. Proseguendo nelle indagini, il piccolo detective rintraccia lo sceneggiatore scomparso e svela l'ingegnoso piano orchestrato dietro gli incidenti sul set. Conan dimostra che i sabotaggi non erano casuali, ma miravano a coprire un crimine reale legato alla trama del film, assicurando il vero colpevole alla giustizia.